La portata e i limiti di un allentamento monetario prolungato
(...)Tuttavia, mentre vi è ampio consenso sul fatto che l’allentamento monetario aggressivo nelle principali economie avanzate sia stato importante per prevenire un collasso del sistema finanziario, i benefici del mantenimento di condizioni monetarie espansive per un lungo periodo sono più controversi.
In particolare, sono ancora materia di dibattito le implicazioni per un efficace risanamento dei bilanci quale precondizione per una crescita sostenuta, i rischi per la stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria globali, e infine le conseguenzedi lungo periodo per la credibilità delle banche centrali e la loro autonomia operativa.Allentamento monetario e risanamento dei bilanci
Una politica monetaria accomodante può favorire nel breve periodo il risanamento dei bilanci privati e pubblici: essa consente infatti alle banche e ai governi di guadagnare tempo per risolvere i problemi di solvibilità, e pertanto contribuisce a evitare un processo disordinato di riduzione dell’indebitamento e insolvenze incontrollate. Una tale politica, inoltre, può abbassare i costi del servizio del debito, sostenere i prezzi delle attività e favorire il prodotto e l’occupazione.Al contempo, tuttavia, è probabile che durante la ripresa da una crisi finanziaria la politica monetaria risulti meno efficace nello stimolare l’attività economica. Operatori economici già sovraindebitati non desiderano contrarre nuovi prestiti per finanziare la spesa e un sistema finanziario in difficoltà è meno efficiente nel trasmettere l’orientamento della politica monetaria al resto dell’economia. Ciò significa che, al fine di ottenere gli stessi effetti di breve termine sulla domanda aggregata, l’allentamento monetario dovrà essere più accentuato. Tuttavia, ciò non può sostituire gli interventi correttivi diretti finalizzati a ridurre gli oneri debitori e risanare i bilanci. In ultima istanza, vi è addirittura il rischio che un allentamento monetario prolungato ritardi per il tramite di vari canali il risanamento dei bilanci e il ritorno a una ripresa in grado di autosostenersi.Anzitutto, il protrarsi di condizioni monetarie eccezionalmente accomodanti maschera i problemi fondamentali di bilancio e riduce gli incentivi ad affrontarli risolutamente. Il necessario consolidamento dei conti pubblici e le riforme strutturali destinate a ripristinare la sostenibilità fiscale potrebbero essere rinviati. In effetti, come si vedrà più dettagliatamente nel Capitolo V, è necessario un intervento più deciso da parte dei governi per recuperare lo status di prenditori privi di rischio, che è essenziale sia per la stabilità macroeconomica sia per quella finanziaria in una prospettiva di più lungo periodo. Analogamente, gli acquisti di attività su vasta scala e il sostegno di liquidità incondizionato, abbinati a tassi di interesse molto bassi, possono affievolire la percezione dell’urgenza di risolvere il problema delle attività deteriorate nei bilanci delle banche. Gli istituti di credito sono di fatto ancora alle prese con l’eredità della crisi finanziaria globale e spesso dipendono in ampia misura dai finanziamenti delle banche centrali (Capitolo VI). Inoltre, i bassi tassi di interesse riducono il costo-opportunità di detenere crediti in sofferenza e potrebbero indurre le banche a sovrastimare le capacità di rimborso. Tutti questi fattori rischiano di protrarre la fragilità dei bilanci e l’allocazione distorta del credito.
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